calypso the world and me

from berlin to tokyo

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pianura pannonica

Sosta a Brno in onore al suo circuito dove si corre il Motogp.

La mia idea era di andare a Budapest e rimanerci qualche giorno per osservare la città e rigenerarmi nelle sue famose e caratteristiche saune, invece no, decido di tirare avanti fino in Italia visto il tempo di merda che campeggia su tutto il tragitto, non riesco a togliermi di dosso il freddo ormai persistente all’interno del mio scheletro.

Che palle!!! Quattro nazioni in un giorno, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Slovenia in 12 ore e più di 400 km. Potente!!!

Entro in Ungheria e dopo tre chilometri dal gabbiotto della frontiera ormai in disuso il portapacchi posteriore, da me rinforzato precedentemente la partenza, decide di sbriciolarsi lungo la strada lasciando tutti i miei bagagli lungo la corsia tempestata di camion dal nervosismo e clacson facile. fuck, fuck, fuck!!! Ed ora? Mancano ancora più di 800 km prima di arrivare a destinazione, argghhh!!!

Raccolgo e lego tutto sulla sella nel posto del passeggero, i pezzi di ferro li tiro nel fossato che costeggia la corsia d’emergenza, il tutto è precario ma ahimè già sperimentato per un mese quando sono stato a capo nord. Posizione di guida e bilanciamento innaturale ma almeno la mia schiena rimane eretta e con meno dolore alla colonna vertebrale. Indicazioni perse, il sole mi saluta augurandomi la buona notte, arrivo in Slovenia nel paese di Murska Sobota che mi offre il motel “carda” ed una pizza piccantina con del ketchup gentilmente offerto dalla proprietaria, non potevo rifiutare, sarei stato sgarbato nei suoi confronti e rimarrà pur sempre un’esperienza da ricordare.

27/03/2018

Dopo aver percorso la bellezza di 460 km ed aver preso nel viso una grandinata che ha massaggiato la mia pelle meglio di un centro estetico, arrivo a Limena (PD) dove prenderò contatto con “l’officina tonazzo” e dove alloggerò presso “la brenta vecchia”

Ambiente accogliente e tranquillo vicino ad un fiume ed immerso nel verde del brenta con gradevoli camere, uno staff gentilissimo e con un’ottima cucina veneta stagionale e antiche ricette, gli gnocchi al sugo d’asino sono da paura, il salame al cioccolato è da paura, la grappa “poli” una raccomandazione.

alla ricerca della primavera

La decisione di partire in sella a calypso da Berlino per Tokyo nel giorno dell’equinozio di primavera è stata un po’ azzardata e solo per un mio personale feeling di buon auspicio, invece le previsioni non sono state per niente ottimali.

La prima tappa con sosta in un paese vicino Dresda è stata decisamente fredda con piogge sporadiche e neve sui campi.

Il giorno dopo guido per 90 km verso Praga sotto ad una nevicata battente con andatura a passo d’uomo e con qualche sgassata per far derapare calypso in cambio di buon divertimento lungo solchi di neve lasciati da camion e auto.

Un automobilista solitario incuriosito riesce a fotografarmi con il suo smartphone rischiando di andare fuori strada ed altri guardandomi con un’espressione come per dirmi <ma te sei scemo a guidare con questo tempo>. Come diceva nico cereghini <casco ben allacciato e luci accese anche di giorno>.

Primavera quando arrivi?

Fortunatamente nei due giorni a Praga il sole mi sorride e mi culla in un mix di buona birra, buon cibo e belle persone.

Alloggio al Cezch Inn Hostel situato in uno splendido edificio in stile boemio, incontro il mio amico spino ormai da anni trapiantato a Praga con la famiglia, sarà lui il mio cicerone.

Lo stomaco brontola ma al “toro nero” sanno come curarmi, buona birra e ottimi stuzzichini tra cui una aringa arrotolata in verza marinata in aceto bianco ed una trota salmonata con insalata di cipollino. Well done. È inutile che mi metto ad elencare tutte le cose meravigliose di questa città, dico solo andateci!!!

Prima colazione al “marthy’s kitchen” piccolo, carino, ottimo. “beer geek” incredibile birrificio artigianale. “antoninove bakery” un splendido forno dal profumo intenso e magico. “kolkovna olympia restaurant” classico ma piacevole.

Praga, una città dove potrei viverci.

Ottime le mezze stagioni, ma come dice lo spino, è come Disneyland.

goodbye berlin

Questo sono io prima di lasciare dopo 7 anni definitivamente Berlino, il mio lavoro al ristorante catalano “mariona”, le mie amanti, gli amici, i party e le droghe.

È il 21 marzo del 2018.

Inizio della primavera ma su al nord non è proprio primavera, anzi, direi ancora pieno inverno.

Partenza verso Prato, la mia città natale, dove mi fermerò un paio di mesi per ottenere visti, permessi e roba varia, più le varie vaccinazioni e per sistemare calypso, dopo di che proseguire a tutto gas fino a Tokyo dove spero di rimanerci per un bel po’ di tempo.

Il blog e social network non erano previsti per il mio progetto ed è per questo che in questi giorni cercherò di mettermi in pari con i tempi del viaggio.

Musica preferita durante la guida: “drive” soundtrack, da buon amante della strada e da buon solitario.

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