Settembre 2016, il mio primo e vero viaggio con calypso, un mese sulla strada verso il Marocco per un totale di quasi 8000 km. Ora la cosa si fa interessante.

 

Nel 1989 uscì al cinema “marrakech express” di gabriele salvadores, avevo 14 anni, fu l’anno del mio primo tatuaggio e della mia prima vespa. Dopo questo film iniziai a sognare un viaggio verso marrakech con la vespa ma non ho mai avuto i soldi per farlo e sicuramente i miei genitori non me lo avrebbero mai permesso. i viaggi decisi all’ultimo momento ed attraverso luoghi sperduti e selvaggi con amici o in solitaria mi hanno sempre affascinato e procurato innumerevoli sogni. Ora ad un passo verso i 41 anni posso realizzarne uno.“

l’interruttore della luce era ancora acceso e la voglia di guidare non si era placata quindi decido di andare avanti fino al tramonto ed il tramonto a deciso geseke, un paesino di pochi abitanti e con un campeggio vicino ad un lago dove mi sistemo con la mia tenda, il mio primo ramen del viaggio, una birra e con una coppia di olandesi sui 60 anni arrivati da rotterdam e diretti ad hamburg con le loro biciclette. Racconti di viaggi riempiano le piazzole vuote accanto alle nostre, io + due = molte strade percorse, loro pedalando ed io aprendo il gas a calypso. Ci diamo la buonanotte e la mattina seguente il buon viaggio con il classico biglietto da visita di mariona nel caso un giorno decidessero di venire a berlino. Ahhhh, come mi sento bene.“

Il suo sorriso mi trafigge il cuore come una freccia scagliata da cupido e poi prosegue con lo spagnolo, wow!!! è bello conoscere tante lingue, per me è un bel traguardo sapermi destreggiare con tre lingue differenti e la prossima sarà il giapponese perché per calyspo e me il giappone sarà la prossima meta. Le racconto che sono italiano ma che vivo a berlino, che questa è la mia vacanza di un mese verso il marocco, che sono un novellino ed inesperto in viaggi a due ruote. Lei invece è di bruxelles, sui 23 anni e nuova iscritta ad una università di madrid. Due settimane fa si è comprata un motorino 50cc. ha fatto l’assicurazione, ha caricato le sue cose ed è partita a 30 km/h verso la capitale spagnola e verso una nuova avventura.“

Un giorno di pausa è stato buono e mi ha dato la possibilità di godere della bella città di donostia, la sua gente, il suo mare e la sua cucina. Sotto il diluvio universale sento la pesantezza di un passeggero e di uno zaino di 15 kg in più, ora devo stare più attento, ho linnea con me. Dopo circa 140 km bagnati usciamo dai paesi baschi con voglia di una sosta per fermare la fame che inizia ad attaccare lo stomaco. Alla fine di un passo di quasi 1000 mt troviamo una trattoria per camionisti e decidiamo di fermarci a mangiare qualcosa poiché dove ci sono i camionisti di solito si mangia bene. Ci guardano tutti, o meglio, guardano tutti linnea, ci sediamo e noto che in molti stanno mangiando paella, così con un quartino di vino rosso e mezzo litro d’acqua decidiamo di ordinare una paella di pollo e coniglio per due. Molto buona, grande soddisfazione, dita unte, stomaci felici, ringraziamo e poi via alla ricerca del sole.“

Ad un certo punto mi fermo ad un benzinaio vicino allo stadio del betis, squadra di calcio dai colori bianco e verde, per rifornire calypso, dare un po’ d’aria alle ruote e chiedere informazioni. Una vespa PK rossa si ferma accanto a noi, il suo conducente è un signore di mezza età di nome miguel, una persona amabile che ci accompagnerà al campeggio pochi chilometri più in là, lui è il presidente del vespa club di sevilla, assurdo!!! e c’invita al vespa tour che si terrà stasera per il centro di sevilla, che figata!!! calypso, linnea ed io saremo gli ospiti d’onore di questo grandioso evento, ancora non ci posso credere.“

Nel primo pomeriggio iniziamo a vedere in lontananza il magnifico blu di chefchaouen e dopo pochi chilometri c’immergiamo dentro il suo splendido splendore. Il nostro nuovo amico si chiama said e vive negli stati uniti ed è a chefchaouen solo per affari e trovare i suoi famigliari, rimaniamo d’accordo di trovarci più tardi per un giro turistico all’interno del centro e per mangiare qualcosa insieme per cena. Said è la copia esatta di edoardo bennato, gli manca solo chitarra e fisarmonica, tutte le volte che lo guardo mi viene voglia di chiederli un autografo e d’intonare la canzone di capitan uncino.“

chiedo al proprietario se conosce un dentista dove posso farmi visitare e lui entusiasta mi consegna nelle mani di sua cugina che poco più in là ha lo studio dentistico, che fortuna visto l’ora prossima alla chiusura. Con una chiamata blocca la cugina e dopo 20 minuti sono già fuori pronto ad andare in farmacia. Risultato della visita solo un’infiammazione da curare per una settimana con antibiotici, niente carie e niente soldi. Che culo!!! direzione granada, mi piace granada, mi piace il lungo rettilineo pieno di semafori che la taglia in due, mi piace la gente che ci abita, mi piace il suo centro, mi piacciono i suoi monumenti, mi piacciono i suoi locali, mi piace la sua aria e mi piace la sua montagna, la sierra nevada.“

Sole cuocente, è tutto il viaggio che attendo questo momento, entrare nel deserto di tabernas mi provoca un piacere indescrivibile pensando che sono in luoghi dove sergio leone ha girato le sue più importanti pellicole western amate fin da piccolo e precedentemente la partenza riviste per l’ennesima volta con download, per il viaggio, di tutte le colonne sonore di ennio morricone. Adoro gli spaghetti western!!! Tabernas in realtà è una piccola cittadina vicino a gli spaghetti western studios, mi fermo davanti ad un bar per chiedere indicazioni ad un uomo che si sta fumando un sigaro sotto il portico soleggiato del locale. <scusi, sa indicarmi la strada che porta a fort bravo?> e lui mi risponde <io sono un cowboy> ed io <bah o un lo so ed io sono gesù bambino, ah ah ah!!!> <si, io faccio il cowboy nello spettacolo all’interno dei texas hollywood studios, oggi è il mio giorno libero. Vieni che ti faccio vedere> e lui ci porta davanti alla sua automobile, apre la bauliera e ci mostra tutta la sua attrezzatura di scena, stivali con speroni, cappello, pistole, fucile, lazzo e sella per il cavallo. Ce la ridiamo di brutto insieme a lui anche perché intorno a noi i volti delle persone sembrano davvero quelli consumati e sporchi di polvere dei veri film western, wow!!! prima di riprendere la strada verso il far-west lui ci regala un depliant dello show augurandoci buon viaggio. Allora ciao pistolero!!! hasta luego!!! e poi gli urlo <ei biondoooo!!! lo sai di chi sei figlio tuuu? Sei figlio di una grandissima putttaaaannnnaaaa!!!>“

Lungo la strada ripenso a tutte le cose imparate in 7889 km fatti in meno di un mese, ricette nuove, passeggeri solo per pochi giorni, un cellulare di riserva per emergenze, comprare un portapacchi posteriore nuovo per il compleanno di calypso e comprare cerchi e gomme tubeless più performanti in caso di foratura. Mi torna in mente un mio amatissimo manga ed anime giapponese dal titolo “golden boy”, un ragazzo che dopo aver terminato gli studi percorre tutto il giappone con la sua bicicletta trovando lavoro e alloggi lungo il suo percorso e scrivendo o disegnando sul suo amatissimo quaderno qualsiasi cosa che gli capita durante la sua esperienza. Un comics eccezionale dall’humor demenziale nipponico e cosparso da donne incredibili. Voglio fare come golden boy!!! A fine di ogni puntata c’è sempre la sagoma di kintaro oe, il protagonista, sulla sua bicicletta dal nome mezzaluna che svanisce all’orizzonte ripetendo a se stesso: imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo, imparo…“