Lascio l’Armenia in un giorno di pioggia con 60 km di sterrato fangoso, salite e discese scansando pietre e buche piene d’acqua, Calypso si spegne, fuck!!! pulisco candeletta e carburatore, una famiglia di armeni stabilizzati in Olanda si ferma a darmi una mano, Calypso riparte e la famiglia pure lasciandomi una focaccia unta e bisunta e del succo d’arancia.

Al confine iraniano inizia il bel tempo ma con vento forte, in pochi chilometri sono asciutto ed il mio corpo torna ad una temperatura piacevole, la cosa più fastidiosa è questa sabbia nel viso che mi sta già spaccando i coglioni, le braccia iniziano ad essere stanche a causa della resistenza che ho contro il vento, mi sento come un ago che segna l’elettrocardiogramma spingendomi da sinistra a destra lungo la striscia continua della corsia d’emergenza di un rettilineo arido all’interno di un paesaggio mozzafiato. Devo arrivare a tabriz!!! e c’arriverò alle dieci della sera, 305 km in dodici ore, devo riposare lo scheletro. Tehran è vicina ma la fine dell’olio nel miscelatore mi rende questa tappa molto stressante con continue paranoie per un possibile ingrippaggio del motore visto la mia impossibilità di rifiutare un quartino di un olio alquanto orroroso da parte di un meccanico per automobili lungo la strada.

La capitale iraniana è super caotica ed imparo quasi all’istante come comportarmi sulle strade di Tehran, molto semplice: tutto è permesso!!! Contromano, semafori rossi e senza precedenze, un pò come succede nel prendere la metropolitana in Medio Oriente, normalmente prima si fa scendere e poi si sale, invece all’iraniani non gli può fregare una sega, loro entrano e chi se visto se visto. Dopo qualche giorno questo modo di fare m’irrequieta come m’irrequieta l’essere in dei vagoni pieni di uomini, e sì?! A Tehran i vagoni della metropolitana sono distinti da quelli per gli uomini a quelli per le donne, ma la cosa disgustosa è che lo scrivono solo per quello delle donne come se fosse normale che gli uomini abbiano quello senza scritta, come normale è che gli uomini si possono vestire di bianco e le donne solo con colori scuri.

Per tutta la traversata del Medio Oriente la mia mente rimugina su tutte le problematiche che le donne di tutto il mondo devono sopportare nella loro vita a causa di dottrine religiose create da uomini e solo per uomini, mi disgusta, mi nausea, m’imbestialisce e mi rintristisce. Donne!!! io sono con voi!!! In bocca al lupo per il vostro futuro!!!

Dopo giorni di rimbalzi ed attese riesco ad avere la Visa per entrare in Pakistan con il console che voleva farmi cucinare ad un evento in casa sua in un giorno fortunatamente equivocato. Che culo!!! Ero già in paranoia nel dover stare una serata intera con persone sconosciute e con una mentalità islamica che ancora non riesco a condividere. L’ospitalità, la generosità, la voglia di conoscere e far conoscere iraniana è incredibile e questo mi fa apprezzare questo paese visto anche la sua difficile situazione economica, politica e d’immagine che ha nei confronti di noi occidentali. 

La strada continua attraverso le zone più desertiche dell’Iran e del Pakistan.

I 45° all’ombra sono tosti da sopportare, i rettilinei tra pianure desertiche sono monotoni, mi provocano sonnolenza, comunque devo stare attento a tutto, buche, camion, auto, motorini, animali morti, animali vivi, persone e dalle raffiche di vento sabbioso. Impossibile addormentarsi. Inizio a contare quanti pneumatici consumati e strappati violentemente dal loro cerchio metallico incontro al lato destro della carreggiata. Praticamente una media di un pneumatico ogni 500 mt per circa 2000 km, impressionante.

Ma cosa ci stanno a fare i cartelli di pericolo cammelli?! Qua non c’è niente, solo arbusti secchi, roccie e sabbia, ma quali cammelli vuoi incontrare?! Ops!!!

Non avevo mai visto un cammello morto e in stato di decomposizione, sorry per la foto!!! Ops!!! Un altro, un terzo, allora esistono i cammelli tonti che oltrepassano questa strada nel nulla?! in una trentina di chilometri conto otto cadaveri in putrefazione. Da sempre, quando sono alla guida ed incontro animali schiacciati, dico a me stesso, <povero> e se dovessi incontrare un essere umano già stirato da tempo sull’asfalto cosa mi dire?…

A Yard la vita prende vita dalle sei del pomeriggio fino a mezzanotte, troppo caldo per muoversi. Devo iniziare a partire presto la mattina e guidare nelle ore meno torride, lo devo fare anche pensando a Calypso, anche lei soffre il caldo, il freddo, l’altitudine e le tempeste d’acqua. E’ fine agosto e incontro un sacco d’italiani che hanno deciso di passare le proprie vacanze girando l’Iran con autobus, taxi, aerei o vespe. Riesco a portare nel deserto Calypso, me stesso ed un ragazzo italiano conosciuto in ostello, bellissime le dune di sabbia al tramonto, mi sento un pò come in Marrakesh express di Gabriele Salvatores, era dal Marocco che avevo questo desiderio di arrivare nel deserto che sfortunatamente non sono riuscito a vedere a causa di poco tempo disponibile ed ora sto camminando sulla sua sabbia, che emozione!!!

Divertente sono le due serate passate con un gruppo di sei ragazze romane incontrate nel centro di Yard, indimenticabili i 6 km notturni guidati con due di loro, in tre e senza casco. Yay!!!

Bam, la tua città vecchia è meravigliosa, il beige insiste nei miei occhi, basta!!! È tutto beige!!! Fa caldo, da svenire, 180 km nel nulla, vento e sabbia, nessun benzinaio, nessun kiosk dove poter bere e mangiare qualcosa, ma le moschee si!!! Anche nel nulla ci sono moschee di sosta per pregare durante il viaggio!!! Ma voi siete malati!!! Da Zahedan iniziano le scorte, 80 km in 8 ore con 4 differenti pick up di militari, estenuante e questo è solo il primo giorno con i miei amici del NOC (servizio di scorta gratuito pakistano).

Notte passata alla frontiera mangiando un simil pollo all’arrabbiata, bevendo chai tea, fumando joint, guardando la luna piena e dormendo insieme alle guardie con kalashnikov sorvegliando un centinaio di immigrati senza passaporto aspettando un autobus che li riporta nei loro paesi d’origine. Iniziano le corse dietro ai pick up della Toyota dei NOC, avvertiti della mia velocità da crociera di 80 km/h la mia velocità sarà costante sui 95 km/h, ma dio maiale!!! Così sfondo il motore!!! Dai Calypso, resisti per altri 2000 km, sei grande!!! Arrivo a Quetta dove sarò recluso per due giorni in un albergo della città aspettando il permesso per lasciare il Baluchistan. Nell’albergo ci sono anche un motociclista russo con la sua africa twin 750cc, due ragazzi di Berlino con zaino in spalla facendo autostop ed un francese con moglie cinese e due figli aspettando tutti il solito documento che anche io dovrò ricevere. Passiamo una serata ridendo sulle solite identiche dinamiche che abbiamo passato entrambi ma in giorni differenti e tutti all’unisono stanchi e sfavati per il non poter fare niente senza la necessità di avere agenti di polizia tra i coglioni. Vogliamo la nostra libertà!!!

otto ore negli uffici di polizia ad aspettare la buona uscita.

Un giorno per lasciare alle mie spalle le zone desertiche del Baluchistan, due giorni per arrivare a Lahore con un clima più umido ma finalmente con del colore verde, il beige è finito!!! Yay!!!

Prendo contatto con Shah il proprietario del Karakoram Bikers Club il quale, insieme alla sua ragazza australiana di nome Liz, ha aiutato me ad avere la lettera d’invito per poter entrare in Pakistan solo con l’obbligo di partecipare ad uno dei tour che offre nel suo website. Per il mio piacere la mia decisione ovviamente andrà sul tour gastronomico all’interno della città vecchia. Wow!!! Trovo incredibile il cibo fatto per strada, perché tante restrizioni a livello sanitario? Per ora non avuto alcun sintomo di malessere mangiando roba cucinata nel mezzo di strada tra mosche, acqua nei secchi di plastica e grattate di palle. Abbiamo perso gli anticorpi!!! Un amico vespista di Shah e Liz mi offre un pranzo ed una revisione di Calypso da parte del suo meccanico di fiducia. Iraniani e Pakistani grandi e brave persone. Grazie Medio Oriente, sei stato gentile con Calypso e me, ci sono alcune cose che non condivido e non sopporto ma in generale sei una zona da conoscere ed amare. Alla frontiera con l’India Calypso segna 12500 km, ora arriva l’Himalaya, sono eccitato!!!