Lascio la Grecia a malincuore con il suo splendido mare e il suo magnifico cibo ma appena metto piede sul suolo turco l’entusiasmo di arrivare a Istanbul mi fa aprire il gas a Calypso ed in poche ore percorro 320 km attraverso un paesaggio incantevole e sotto ad un temporale passeggero.

Da Alessandropoli a Istanbul la strada è tutta dritta ed abbastanza monotona ma appena entro nella grande città turca la storia cambia. Cosa fare se attaccati da orde di tassisti, camionisti e automobilisti impazziti? Diventare come loro, camuffarsi, integrarsi nel loro caos e quindi azione mutante o gara del Motogp, quanto mi piace sentirmi suonare il clacson o maledirmi quando sfioro specchietti o carrozzerie a tutto gas barcollando a causa del peso che ha sulle spalle la povera Calypso. Mi bloccate il passaggio? Bene, io ci passo lo stesso. Chilometri e chilometri ma dopo mezz’ora sono ancora in periferia, fortunatamente mi distraggo cantando la canzone Istanbul dei Litfiba.

Grandi opere, palazzi fatiscenti e l’immancabile faccia di Erdogan su ogni manifesto che ringrazia i turchi, che dire? Contenti loro. Comunque la prima impressione, politica a parte, è che la Turchia è più avanti che dell’Italia. Istanbul, città antica e moderna in continua espansione, più cara per viverci rispetto ad altre città ma la forza lavoro è qui, università, nuove linee di metropolitana, mantenimento delle sue antichità e del suo turismo, wifi ovunque ed il continuo risanamento di vecchi edifici per un business immobiliare pazzesco, tre squadre di calcio e la unica nel mondo con la divisione tra occidente e oriente, un lato Europa, nel mezzo il Bosforo e dall’altro lato Asia come uno spaccato di tettonica a zolle, magnifico.

Dopo essermi perso nella sua ragnatela di stradine riesco ad incontrarmi con Hakki, amico di famiglia simpatico e premuroso che compra, restaura e affitta appartamenti, a chi interessa questa è la sua mail:

cankatemlak@gmail.com o tel. +90 5354398154 fatih-istanbul

Balat è il quartiere dove rimarrò per qualche giorno

il quartiere più bello e particolare di Istanbul con il suo mix di culture, le sue vie, il suo anarchismo, i suoi vintage bar

con la sua moltitudine di gatti e con i suoi bambini chiassosi e liberi di giocare ovunque e con qualsiasi cosa.

Balat, I love you!!!