calypso the world and me

from berlin to tokyo

Month: luglio 2018

istanbul (part. two)

Istanbul, il tuo nazionalismo è evidente, la tua bandiera è ovunque e domina su tutta la Turchia, il tuo spicchio di luna e la tua stella la rendano una tra le bandiere più belle del mondo. Osservando il lato sinistro di Calypso rammento il nostro percorso iniziato nel 2016 grazie alle bandiere attaccate sulla sua pelle bianca, ben 29 nazioni attraversate e soffermandomi sui loro colori mi rendo conto che il rosso è in maggioranza sulle bandiere di tutto il mondo, chissà per quale motivo?

Istanbul, città meravigliosa, il mio più grande dispiacere è di non saper parlare la tua lingua, mi piacerebbe interagire con qualche personaggio della zona ma devo accontentarmi di comunicare con i giovani del quartiere con il mio risicato inglese, comunque per una vacanza di passaggio è più che sufficiente e perché pretendere di più visto le mie pessime capacità di aggregazione?

Il mix tra turchi occidentalizzati, ortodossi, poveri e benestanti è incredibile, il caos regna tra le grandi e piccole vie della città, autobus strapieni, ingorghi, motociclisti senza casco, altri con, sensi unici non rispettati e parcheggi selvaggi, impossibile stare alle regole, ma esistono le regole? Certamente e anche tanta censura, ma se tutto questo non ci fosse che Istanbul sarebbe?

Ancora non riesco a capire la differenza tra donne senza velo, con il velo solo a coprire i capelli, con il velo in testa e vestito che copre tutte le forme del corpo o le più estremiste completamente coperte da un tipo di burka tutto nero che con gli occhiali da sole neri il contrasto è così potente da farle diventare delle ombre viventi con smartphone luccicante tra le mani e coloratissime scarpe da ginnastica della Nike e Adidas. O come mai la religione è così influente sull’essere umano? Sono millenni che si va avanti con le solite storie, che palle!!! È così importante credere? È così difficile essere solo brave e rispettose persone? È così difficile vivere tutti all’unisono cooperando per il proprio far bisogno e quello comune a livello universale? Alla fine si parla sempre di un dio, un dio che ha nomi diversi, con più o meno idee ed insegnamenti simili scritti su supporti e lingue differenti, un credo che dovrebbe essere libero in tutte le sue forme ma senza indiscriminazioni, giochi di potere e conflitti ideologici inutili che vanno contro ogni rappresentazione religiosa. Che palle!!! Mi sono stancato di scrivere queste cose, forse è solo un mio delirio che mi causa solo mal di testa, meglio prendere un moment e non pensarci, tanto l’idea di un mondo in pace svanisce ogni maledetto giorno guardando ed ascoltando un fottutissimo telegiornale.

Comunque, se comprate una guida turistica di Istanbul troverete tutto quello che ho visto ed assaggiato in questa stupenda città. Tra pochi giorni riprenderò il mio viaggio verso Tbilisi costeggiando tutto il mar nero cercando anticipatamente un modo per arrivare in India via terra o con una possibile spedizione a buon prezzo di Calypso, la vedo dura ma questo è il mondo.

istanbul (part. one)

Lascio la Grecia a malincuore con il suo splendido mare e il suo magnifico cibo ma appena metto piede sul suolo turco l’entusiasmo di arrivare a Istanbul mi fa aprire il gas a Calypso ed in poche ore percorro 320 km attraverso un paesaggio incantevole e sotto ad un temporale passeggero.

Da Alessandropoli a Istanbul la strada è tutta dritta ed abbastanza monotona ma appena entro nella grande città turca la storia cambia. Cosa fare se attaccati da orde di tassisti, camionisti e automobilisti impazziti? Diventare come loro, camuffarsi, integrarsi nel loro caos e quindi azione mutante o gara del Motogp, quanto mi piace sentirmi suonare il clacson o maledirmi quando sfioro specchietti o carrozzerie a tutto gas barcollando a causa del peso che ha sulle spalle la povera Calypso. Mi bloccate il passaggio? Bene, io ci passo lo stesso. Chilometri e chilometri ma dopo mezz’ora sono ancora in periferia, fortunatamente mi distraggo cantando la canzone Istanbul dei Litfiba.

Grandi opere, palazzi fatiscenti e l’immancabile faccia di Erdogan su ogni manifesto che ringrazia i turchi, che dire? Contenti loro. Comunque la prima impressione, politica a parte, è che la Turchia è più avanti che dell’Italia. Istanbul, città antica e moderna in continua espansione, più cara per viverci rispetto ad altre città ma la forza lavoro è qui, università, nuove linee di metropolitana, mantenimento delle sue antichità e del suo turismo, wifi ovunque ed il continuo risanamento di vecchi edifici per un business immobiliare pazzesco, tre squadre di calcio e la unica nel mondo con la divisione tra occidente e oriente, un lato Europa, nel mezzo il Bosforo e dall’altro lato Asia come uno spaccato di tettonica a zolle, magnifico.

Dopo essermi perso nella sua ragnatela di stradine riesco ad incontrarmi con Hakki, amico di famiglia simpatico e premuroso che compra, restaura e affitta appartamenti, a chi interessa questa è la sua mail:

cankatemlak@gmail.com o tel. +90 5354398154 fatih-istanbul

Balat è il quartiere dove rimarrò per qualche giorno

il quartiere più bello e particolare di Istanbul con il suo mix di culture, le sue vie, il suo anarchismo, i suoi vintage bar

con la sua moltitudine di gatti e con i suoi bambini chiassosi e liberi di giocare ovunque e con qualsiasi cosa.

Balat, I love you!!!

calypso e gli dei dell’olimpo

Dopo una minuziosa perquisizione da parte delle forze dell’ordine di frontiera macedone entro nell’acclamata e antica Grecia. Omero, Iliade, Odissea, ricordi di storie ed avventure di Dei e semi Dei, quanto sei bella Grecia!!! A parte le tue centrali idroelettriche. La regione dove si trova Thessaloniki è ancora oggi reclamata da parte della vicina macedonia che non smette di essere incazzata con i greci per aver preso i suoi territori e cambiato nomi alle città che un tempo lontano erano di sua appartenenza.

Abbozziamola con antiche rivendicazioni ormai i confini del mondo sono già stati assegnati, se volevate vivere tutti felici e contenti non dovevate inventare le guerre o essere dei conquistatori ma stare in pace con voi stessi e nel vostro piccolo e grande territorio che è il mondo. E pensare che tutto ha inizio da quando l’homo sapiens inventò il primo utensile per uccidere gli animali e di conseguenza anche gli esseri umani. Senza conflitti chi saremo?

Da lontano Thessaloniki è incredibilmente affascinante con il suo agglomerato di case che partono dal mare fino ad arrivare in alto sulle colline, la seconda città più popolosa della Grecia con il suo importante porto e con le sue influenze ottomane, bizantine e romane. Alloggio presso la casa di Eleni trovata su airbnb, super host e super gentile, con le sue indicazioni e grazie anche a Calypso riesco a vedere tutte le cose importanti della città: il magnifico museo di cultura bizantina, l’arco di galerius, la moschea rotunda, diverse chiese ortodosse, il restaurato modiano market ed il castello eptapyrgio con le sue prigioni e con un splendido panorama su tutta la città. Eleni è un’esperta di culinaria, i suoi genitori hanno sempre lavorato nella ristorazione e la sua lista di cose da provare è interminabile: il classico gyros con tzaziki, bougatsa simile ad una torta salata, greek salad, souvlaki spiedini di maiale o pollo, soutzoukakia polpette al sugo dal sapore orientale unico, trigono panoramatos come una sfogliatella napoletana, etc…

in più passeggiando sul lungo mare prima del tramonto si può incontrare uno street cocktail in bicicletta che fa dei mojito da favola. Dovrei starci qualche mese in Grecia ma ormai il mio progetto è un altro e a malincuore saluto Eleni per dirigermi verso le cristalline spiagge di halkidiki e farmi un paio di giorni al sole ed al mare.

Paesaggio mediterraneo con i suoi colori ed i suoi profumi e l’inconfondibile cantilena delle cicale, luoghi di mare dove potrei vivere ed oziare fino alla mia morte. La mia nuova stanza è difronte alla spiaggia di vourvourou e sopra al “garlic bar”, un bar di appassionati vespisti, coincidenze piacevoli che rilassano il mio corpo e la mia mente. Due cameriere, purtroppo già impegnate, addolciscono con la loro presenza e gentilezza i miei pensieri ormai verso Istanbul o più precisamente Costantinopoli.

albania & co.

Arrivo in Albania ed il primo pensiero è stato… ma dove sono le donne? gli spermatozoi maschili albanesi devono essere in maggioranza rispetto a quelli femminili e poi, perché piacciono così tanto le mercedes in questo paese? Tutto è un mistero. Mai visti così tanti animali morti lungo la strada. Pensando agli sbarchi di migranti albanesi avvenuti nel 1991 lungo le coste dell’adriatico entro a Tirana come turista di passaggio. Vengo accolto al “trip’n hostel” da una graziosa coppia di albanesi vissuti a Roma per quasi 17 anni, come sempre la maggioranza dei ragazzi all’interno dell’hostel è di origine australiana. Mi fermo a Tirana per un paio di giorni avvolto dallo spirito gioviale albanese e con maggiore presenza femminili ormai catturata dal consumismo occidentale.

Molto interessante il national history museum, bella la piazza principale che purtroppo in questi giorni è deturpata da maxi schermo e stands della coppa del mondo di calcio, la torre dell’orologio e le varie chiese ortodosse, hotel a 5 stelle in costruzione adornati da edifici consumati ma la città è attiva e viva senza discriminazioni verso cattolici, ortodossi e mussulmani, tutto in pace e senza conflitti forse grazie allo spirito laico albanese. Il cibo è molto simile a quello turco che trovavo a Berlino, i “qofte” salsiccine di carne bovina, “ajk me speca” ovvero una salsa di yogurt con peperoni in salamoia ed il pane sono da paura!!!

Il grande lago Ohrid è la porta per la macedonia e con solo 225 km arrivo a Bitola una piccola città macedone vicino al confine con la Grecia con un sacco di gente passeggiando lungo le vie del centro e seduta nei molti bar a bere e chiacchierare tra loro.

Gradevole la permanenza nell’hostel di Bitola all’interno di un classico edificio dell’est post comunista con un giardino dove posso lasciare indisturbata Calypso, c’è un gruppo di lavoratori kosovari di una ditta in subappalto per costruire una nuova strada ed è per questo che la cena offerta dal proprietario è esageratamente sostanziosa a causa dei lavoratori che necessitano energia e carboidrati, con la pancia piena non riesco a salire le scale per andare in camera dove mi addormento felicemente nell’essere in viaggio con Calypso.