calypso the world and me

from berlin to tokyo

Month: giugno 2018

bye bye italy

Altro allora ciao ma questa volta da Prato, ora è definitivo, il viaggio a inizio!!!

L’Europa è stata semplice, troppe comodità, troppe certezze, ora sono curioso su cosa mi aspetterà aldilà della Turchia, impaziente, irrequieto, emozionato, incredulo, quante emozioni per un singolo viaggio eppure vado solo in Giappone. Ultimo caffè, sigaretta, saluto e poi via verso il muraglione con la sua strada serpeggiante che mi porta fino a cattolica alla ricerca del famigerato imbuto che dovrebbe filtrare l’acqua ed altre impurità dalle varie benzine, sfortunatamente l’avevano terminato, da ordinare, non posso aspettare, cazzo!!! Fuck all’imbuto faccio senza.

Ancona, traghetto della SNAV con equipaggio limitato mentalmente ma almeno alle sette di mattina arrivo a Split dove increduli motociclisti scattano foto a calypso e me, ma quante bmw gs hanno venduto? È pieno, sembrano formiche, la certezza di essere l’unico in vespa si frantuma alla frontiera con la Bosnia Herzegovina dove incontro un ragazzo svizzero con una vespa px 200 con un solo zaino diretto in ucraina per un matrimonio, mitico!!! E che invidia per la sua leggerezza. La Bosnia dura poco per poi riprendere la Croazia, che figata!!!

Faccio decidere la sosta alla benzina e cioè quando sta per terminare, la spia della riserva si ferma nel paese di Mali Ston dove vengono coltivati grandi quantità di molluschi, wow!!! Ostriche per cena, il paese è tagliato da un muro medievale percorribile a piedi per un paio di chilometri al costo di 9 euro, shit!!! Lo voglio provare sembra divertente, anzi no è massacrante e distruttivo per le mie gambe ed i miei polmoni, devo smettere di fumare, non lo farò mai. Mattina, ore 11, la lancetta della benzina non torna su con il pieno, mmmhhh forse si è rotto il galleggiante o forse no, con il pugno do un cazzotto al contachilometri e la lancetta torna su, yesss!!!

Nuovamente Bosnia

e poi Montenegro sotto la pioggia, ostello, doccia e domani Tirana, Albania.

welcome to italy

Italia, tre mesi di stop, la mia unica canzone che mi ha accompagnato in questo lungo periodo è “noia” dei CCCP dall’album “affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi”. Tempo perduto tra documenti, visti, vaccinazioni e da diversi no.

Tempo piacevole con amici e familiari paranoici con turbe psicologiche di non rivedermi più a causa di possibili incidenti mortali o per la mia voglia di vivere in Giappone o in qualsiasi altro paese al di fuori dell’Italia. Italia, nazione dalla forma di uno stivale, uno stivale pieno di merda, puzzolente ed ormai troppo stretto per il mio essere. Fortunatamente una giornata di chilometri durante il Pontedera vespa meeting 2018 svolto il 21/22 aprile mi ha ricaricato d’energia, divertente e piacevole con il ricordo del vespa tour di sevilla nel 2016.

Colazioni, pranzi e cene hanno eliminato il mio six-pack da anoressico ed acquisito senza attività sportive ma solo lavorando 10 ore al giorno davanti ad una cucina di 200° o le 12 ore sudate ballando al Berghain di Berlino durante i fine settimana, da 60 kg a 65 kg, un pò di cotenna forse mi farà bene in previsione al lungo viaggio o vari problemi di dissenteria.

Piacevoli e rigenerative per il mio cuore e anima sono state le presenze di alcune amiche di Berlino venute a trovarmi per un’ultimo saluto prima della partenza, allora ciao mie amatissime!!!

Partenza prevista per il 27 giugno 2018, tutto è pronto, calypso è power, io sono carico con una voglia indescrivibile di arrivare nell’amatissimo sol levante.

Sto arrivando!!!

Pronti, via!!!

pianura pannonica

Sosta a Brno in onore al suo circuito dove si corre il Motogp.

La mia idea era di andare a Budapest e rimanerci qualche giorno per osservare la città e rigenerarmi nelle sue famose e caratteristiche saune, invece no, decido di tirare avanti fino in Italia visto il tempo di merda che campeggia su tutto il tragitto, non riesco a togliermi di dosso il freddo ormai persistente all’interno del mio scheletro.

Che palle!!! Quattro nazioni in un giorno, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Slovenia in 12 ore e più di 400 km. Potente!!!

Entro in Ungheria e dopo tre chilometri dal gabbiotto della frontiera ormai in disuso il portapacchi posteriore, da me rinforzato precedentemente la partenza, decide di sbriciolarsi lungo la strada lasciando tutti i miei bagagli lungo la corsia tempestata di camion dal nervosismo e clacson facile. fuck, fuck, fuck!!! Ed ora? Mancano ancora più di 800 km prima di arrivare a destinazione, argghhh!!!

Raccolgo e lego tutto sulla sella nel posto del passeggero, i pezzi di ferro li tiro nel fossato che costeggia la corsia d’emergenza, il tutto è precario ma ahimè già sperimentato per un mese quando sono stato a capo nord. Posizione di guida e bilanciamento innaturale ma almeno la mia schiena rimane eretta e con meno dolore alla colonna vertebrale. Indicazioni perse, il sole mi saluta augurandomi la buona notte, arrivo in Slovenia nel paese di Murska Sobota che mi offre il motel “carda” ed una pizza piccantina con del ketchup gentilmente offerto dalla proprietaria, non potevo rifiutare, sarei stato sgarbato nei suoi confronti e rimarrà pur sempre un’esperienza da ricordare.

27/03/2018

Dopo aver percorso la bellezza di 460 km ed aver preso nel viso una grandinata che ha massaggiato la mia pelle meglio di un centro estetico, arrivo a Limena (PD) dove prenderò contatto con “l’officina tonazzo” e dove alloggerò presso “la brenta vecchia”

Ambiente accogliente e tranquillo vicino ad un fiume ed immerso nel verde del brenta con gradevoli camere, uno staff gentilissimo e con un’ottima cucina veneta stagionale e antiche ricette, gli gnocchi al sugo d’asino sono da paura, il salame al cioccolato è da paura, la grappa “poli” una raccomandazione.

alla ricerca della primavera

La decisione di partire in sella a calypso da Berlino per Tokyo nel giorno dell’equinozio di primavera è stata un po’ azzardata e solo per un mio personale feeling di buon auspicio, invece le previsioni non sono state per niente ottimali.

La prima tappa con sosta in un paese vicino Dresda è stata decisamente fredda con piogge sporadiche e neve sui campi.

Il giorno dopo guido per 90 km verso Praga sotto ad una nevicata battente con andatura a passo d’uomo e con qualche sgassata per far derapare calypso in cambio di buon divertimento lungo solchi di neve lasciati da camion e auto.

Un automobilista solitario incuriosito riesce a fotografarmi con il suo smartphone rischiando di andare fuori strada ed altri guardandomi con un’espressione come per dirmi <ma te sei scemo a guidare con questo tempo>. Come diceva nico cereghini <casco ben allacciato e luci accese anche di giorno>.

Primavera quando arrivi?

Fortunatamente nei due giorni a Praga il sole mi sorride e mi culla in un mix di buona birra, buon cibo e belle persone.

Alloggio al Cezch Inn Hostel situato in uno splendido edificio in stile boemio, incontro il mio amico spino ormai da anni trapiantato a Praga con la famiglia, sarà lui il mio cicerone.

Lo stomaco brontola ma al “toro nero” sanno come curarmi, buona birra e ottimi stuzzichini tra cui una aringa arrotolata in verza marinata in aceto bianco ed una trota salmonata con insalata di cipollino. Well done. È inutile che mi metto ad elencare tutte le cose meravigliose di questa città, dico solo andateci!!!

Prima colazione al “marthy’s kitchen” piccolo, carino, ottimo. “beer geek” incredibile birrificio artigianale. “antoninove bakery” un splendido forno dal profumo intenso e magico. “kolkovna olympia restaurant” classico ma piacevole.

Praga, una città dove potrei viverci.

Ottime le mezze stagioni, ma come dice lo spino, è come Disneyland.